La piadina romagnola: origini, ricetta e abbinamenti

La piadina romagnola è un simbolo della nostra tradizione culinaria, rappresentativa di una cultura basata sulla convivialità. A Natale, sulle tavole delle famiglie romagnole, la piada non può mancare: è un cibo che si presta a mille variazioni e che racconta una storia antica.

Scopriamo insieme le sue origini bizantine, le ricette tradizionali e moderne, e come accompagnare le piadine romagnole farcite con il giusto calice durante le feste. In particolare, con i vini romagnoli della Cantina Celli di Bertinoro: una realtà storica che, da oltre 60 anni, celebra i sapori autentici della Romagna.

Ricetta per la piadina: pochi ingredienti, tanto sapore

La ricetta per la piadina romagnola fatta in casa prevede un impasto semplice fatto di farina, acqua, strutto e sale. L’impasto va poi lavorato fino a ottenere una consistenza elastica, infine diviso in palline e steso in dischi sottili. Ecco gli ingredienti per circa 6 piadine:

  • 500 g di farina di grano tenero (tipo 0 o 00);
  • 60 g di strutto;
  • 200 ml di acqua tiepida;
  • un cucchiaino di sale;
  • un pizzico di bicarbonato.

La piada romagnola si cuoceva originariamente su un “testo” – una piastra in ghisa o terracotta – che conferiva alla piadina croccantezza esterna e morbidezza interna. Un metodo che affonda le sue radici nella cultura bizantina, quando questo pane fungeva da supporto commestibile per le razioni dell’antico esercito.

impasto per la piadina romagnola”; attribuzione: JimmyTraveller, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

Perché la piadina romagnola è legata a Bisanzio?

La piadina romagnola e la sua storia affondano le radici nel VI secolo d.C., quando la Romagna divenne parte dell’Impero Romano d’Oriente, con capitale l’antica Bisanzio. I soldati bizantini usavano una sorta di disco di pane come “piatto” per consumare carne di pecora o castrato: questo “disco” nei secoli prese la forma della piadina, oggi patrimonio gastronomico regionale.

A differenza dell’Emilia longobarda, dove si diffusero preparazioni e abitudini alimentari basate sull’uso di carne suina, la Romagna bizantina mantenne una tradizione culinaria più orientale, portando anche all’uso di ingredienti più leggeri e vegetali da accompagnare alla piadina.

Come cambia la piadina lungo la Romagna

La piadina romagnola varia di spessore e consistenza lungo il territorio. A Ravenna, si preferisce una versione più spessa e soffice, che richiama l’antica tradizione contadina. A Cesena lo spessore è invece intermedio, con alcune versioni più morbide e altre più croccanti, mentre a Rimini si trova la piada romagnola sottile e più larga.

ricetta per la piadina”; attribuzione: Łukasz Pojezierski, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Queste differenze non sono casuali: ogni zona ha adattato la ricetta secondo le proprie risorse e i propri gusti. La piadina diviene quindi lo specchio delle microculture locali, rimanendo pur sempre un simbolo onnicomprensivo dell’identità romagnola.

La piadina romagnola senza strutto: variante leggera e gustosa

Negli ultimi anni è diventato sempre più necessario ripensare la tradizione per farla incontrare con l’innovazione e con le necessità del pianeta. La ricetta della piadina romagnola senza strutto rispetta questa esigenza utilizzando olio extravergine d’oliva al posto del grasso animale.

La ricetta per la piadina all’olio prevede 500 g di farina, 70 ml di olio EVO, 200 ml di acqua, 10 g di sale e mezzo cucchiaino di bicarbonato. Il risultato? Una piada romagnola leggera, perfetta anche per chi vuole un pasto più digeribile mantenendo comunque gusto e morbidezza, senza rinunciare al piacere della tradizione.

Ideale per chi segue un’alimentazione vegetariana

La piadina senza strutto è un’alternativa ideale per chi cerca un’opzione vegetariana o vegana. L’uso dell’olio, oltre a renderla più leggera, dona alla piadina una fragranza naturale che si sposa perfettamente con verdure grigliate, creme vegetali e legumi.

È anche una soluzione etica e inclusiva, sempre più richiesta nei locali romagnoli e apprezzata da turisti e residenti. La piadina vegetariana diventa così, nella sua semplicità, un punto d’incontro tra tradizione e contemporaneità.

Idee per farcire la piadina: dalla tradizione alla fantasia

“la piada romagnola”; Public Domain

Quando si parla di idee per farcire la piadina, la fantasia non ha limiti: la tradizione romagnola propone abbinamenti iconici, ma la creatività moderna ha portato anche a versioni gourmet, vegetariane e persino dolci.

Si può spaziare dai salumi locali alle verdure di stagione, dal pesce ai formaggi, per arrivare a farciture dolci per i momenti di festa, come il Natale.

Ingredienti classici: squacquerone, rucola e prosciutto

I romagnoli amano la loro piada con farciture semplici e gustose. L’abbinamento più tradizionale prevede rucola, squacquerone e prosciutto crudo: lo squacquerone, cremoso e dal sapore delicato, si scioglie con il calore della piadina, mentre la rucola aggiunge freschezza e il prosciutto, sapidità.

Un mix che racconta la storia e il carattere della Romagna, con quel tocco rustico e sincero che ha fatto amare la piadina romagnola farcita in tutto il mondo.

Farciture per una piadina vegetariana sfiziosa

Chi dice che una piadina senza salumi sia meno gustosa? Una piadina vegetariana sfiziosa può sorprendere con abbinamenti colorati e nutrienti:

  • Hummus con verdure grigliate.
  • Squacquerone o stracchino con rucola e pomodori secchi.
  • Gorgonzola con radicchio e noci.
“piadina senza salumi”; Public Domain

Anche i formaggi erborinati, abbinati a miele e pere, creano una combinazione gourmet, perfetta per un pranzo leggero o un antipasto natalizio diverso dal solito.

Piadine dolci per un Natale creativo

Durante le feste natalizie, la piadina può diventare anche un dolce originale. Basta farcirla con marmellate artigianali, creme al mascarpone o mele caramellate e cannella per portare in tavola una sorpresa golosa.

Una piadina dolce servita calda, tagliata a spicchi e accompagnata da un vino passito, può essere una chiusura ideale per una cena di Natale all’insegna della tradizione… ma con un tocco in più!

Natale in Romagna: piadina e vini romagnoli per celebrare la tradizione

Il Natale in Romagna è fatto di sapori autentici, affetti familiari e buon vino. A fianco della piadina romagnola, non possono mancare i grandi vini romagnoli, perfetti per esaltare ogni farcitura.

 

vino romagnolo

Per una piadina rustica con salumi, l’abbinamento ideale è un Sangiovese di Romagna, robusto e deciso, ma anche l’Albana secco, il “vino della festa” dal colore dorato.

Le farciture più leggere, come quelle con formaggi freschi o verdure, trovano un alleato perfetto nei bianchi, come il Trebbiano o lo Chardonnay.

I dolci natalizi e le piadine dolci si sposano invece con un passito, aromatico e avvolgente.

I vini romagnoli della Cantina Celli

La Cantina Celli di Bertinoro è un punto di riferimento per chi cerca vini romagnoli autentici, capaci di raccontare il territorio con eleganza e carattere. Da oltre 60 anni, questa realtà familiare coltiva con passione vitigni autoctoni, producendo etichette che si abbinano perfettamente alla cucina romagnola.

vini romagnoli

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Testo a cura di: Lara Balestra